Da un punto di vista puramente tecnologico, la CIE è definibile come "un documento costituito da una carta plastica del tipo "carta ibrida", in formato ID1, dotata di chip e banda ottica".
Le sue dimensioni rispettano il formato standard descritto dalle norme ISO/IEC 7810:1995 ( http://www.ncits.org/scopes/586.htm )
per le carte di identificazione "not embossed".
Il formato del documento, la cui descrizione è pubblicata sulla G.U. n. 169 del 21 Luglio
2000 contenente il DM 19 Luglio 2000 (è l'unico lavoro alla data ma ne esiste uno nuovo per
le nuove CIE non ancora pubblicato), prevede nella parte anteriore una zona superiore destinata a contenere
la foto e i dati personali del titolare del documento ed una zona inferiore destinata alla lettura automatica
delle informazioni di personalizzazione.
Nella parte posteriore, oltre ad ulteriori dati di personalizzazione, è presente il chip a microprocessore
contenente le "credenziali elettroniche" del possessore, un ologramma di sicurezza e la banda di memoria ottica, contenente le informazioni biometriche del cittadino.
E' in primo luogo un documento di identità valido a tutti gli effetti di legge, alla stessa stregua di una carta di identità convenzionale.
E' per tanto realizzato con quella cura dei particolari e la meticolosità tipica di una carta valori e di un documento di identità assieme, qualità queste necessarie per evitare qualsiasi forma di contraffazione del documento stesso.
E' inoltre uno strumento essenziale per l'innovazione tecnologica e per l'ammodernamento
della Pubblica Amministrazione con l'unico fine di instaurare un rapporto di pari dignità
fra la P.A. ed il cittadino. E' sostanzialmente il mezzo attraverso il quale i cittadini
vengono riconosciuti in rete in "modo certo" al fine di usufruire di una nuova generazione
di "servizi interattivi" erogati per via telematica dalle Amministrazioni Pubbliche.
Per un approfondimento sui servizi erogabili per il tramite della C.I.E.,
si veda l'Allegato 1 dell'Avviso Nazionale per i progetti di e-government,
emesso a marzo 2002 dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie
(http://www.innovazione.gov.it/ita/egovernment/entilocali/normativa_avviso.shtml).
Tramite il certificato digitale, ospitato a bordo del microprocessore e rilasciato
dal Ministero dell'Interno in fase di personalizzazione della Carta presso il Comune,
le applicazioni informatiche accessibili tramite internet riconoscono il cittadino
consentendogli un accesso sicuro ai propri archivi personali e fornendogli tutti quei servizi
che pretendono la riservatezza e la confidenzialità del dialogo fra le Parti,
oltre al non ripudio (firma digitale) delle operazioni eseguite.
In questa accezione, la Carta di Identità Elettronica può a buon diritto
essere considerata la "chiave che apre la porta dei servizi di e-Government".